Bud Power uses cookies to give you the best browsing experience. By browsing you accept our cookie policy
SPEDIZIONE GRATUITA PER ORDINI A PARTIRE DA 50€
Diventa investitore e socio di Bud Power!


Se ancora non sai cosa sia l’equity crowdfunding, oggi vogliamo darti una risposta alle domande più comuni su questa forma di investimento: come funziona? Cosa significa diventare soci di un’azienda? Si può guadagnare?
Bud Power | Alessandro and Carlo Pedersoli Jr

Siamo Alessandro e Carlo Pedersoli Jr, fondatori di Bud Power, azienda che opera nel settore dell’alimentazione sana. Il nostro obiettivo è quello di diventare tra le principali società per lo sviluppo del benessere fisico personale, tutelando l’ambiente e gli animali, attraverso la realizzazione di prodotti sani e gustosi Made in Italy. Il tutto cercando di portare un sorriso proprio come nei film di nostro nonno Bud Spencer.

Questa è la sfida che noi di Bud Power abbiamo intrapreso circa 2 anni fa, e per questo motivo oggi abbiamo dato il via a una campagna di equity crowdfunding che darà a ciascuno di voi la possibilità di diventare socio dell’azienda, anche con un piccolo contributo.

Ma come funziona di preciso l’equity crowdfunding? C’è davvero da fidarsi? Cosa significa diventare socio di una Pmi (piccola e media impresa)? Quali sono le opportunità di guadagno? Cerchiamo di rispondere a queste domande e chiarire ogni dubbio!

1. Cos’è l’equity crowdfunding?
L’Equity Crowdfunding è una forma di investimento online che permette a investitori privati e professionali di investire a partire da piccoli importi in startup e PMI ad alto potenziale di crescita diventandone soci. In Italia questa attività è possibile solamente tramite portali autorizzati dalla Consob. Noi di Bud Power abbiamo deciso di affidarci alla piattaforma BacktoWork.

2. Come funziona l’equity crowdfunding?
Il meccanismo è piuttosto semplice e trasparente. L’azienda spiega pubblicamente chi è e cosa ha intenzione di fare nel prossimo futuro, chiedendo al pubblico di sostenere il suo piano di sviluppo. Chi dà il proprio contributo lo fa perché ritiene che il progetto sia solido e vuole ottenere un potenziale ritorno finanziario. Stanziando una certa somma di denaro, entra quindi nel capitale (equity, appunto) dell’azienda, diventandone socio. In pratica, è come se avesse comprato un pezzetto di quella società.

Per raccogliere capitali con questo sistema bisogna iscriversi a un’apposita piattaforma autorizzata (come BacktoWork, scelta da Bud Power). Bisogna anche far parte di alcune categorie ben precise: piccole e medie imprese, startup innovative, Pmi innovative, etc.

3. Perché investire in startup e PMI?
In un’ottica di diversificazione del portafoglio, investire una piccola porzione del proprio patrimonio in startup e pmi ad alto potenziale di crescita può contribuire ad aumentarne la redditività. L’alto rischio di questa tipologia di investimenti è infatti bilanciato da ritorni potenzialmente interessanti, oltre ad un regime fiscale agevolato.

4. Ci si può fidare ed è sicuro investire? Esiste una legge?
Assolutamente sì. Anzi, l’Italia è stata tra i primi paesi europei ad adottare una legislazione organica in materia di crowdfunding, sottoponendolo alla vigilanza da parte della Consob (Commissione nazionale per la società e la Borsa). Esiste anche un regolamento ad hoc, che è stato poi aggiornato a più riprese. In più, per ogni società che lancia una campagna in piattaforma viene messo a disposizione dell’investitore un kit documentale completo di tutti gli elementi necessari per approfondire l’opportunità: pitch deck, business plan, prospetto informativo, bilanci, brevetti, etc.

5. Come posso partecipare? Qual è la cifra minima che si può investire?
La piattaforma BacktoWork è molto intuitiva. Basta iscriversi gratuitamente per poter leggere i vari progetti, con tutti i documenti a supporto, e decidere con calma. Una volta inserita la somma che si vuole investire, il sistema la converte in un certo numero di azioni. A quel punto si inseriscono i propri dati, si compila un questionario di appropriatezza conforme alla legge, e si dà conferma. Una mail darà le istruzioni per completare il pagamento con bonifico o carta di credito.

Per quanto riguarda la cifra minima che si può investire, ogni campagna di equity crowdfunding ha le sue regole; per quella di Bud Power l’investimento parte da un minimo di 500 euro.

Qui potete trovare la video procedura su come effettivamente investire sulla piattaforma BacktoWork.



6. Cosa riceve in cambio chi partecipa al crowdfunding di Bud Power?
Chi partecipa al crowdfunding diventa a tutti gli effetti un socio dell’azienda; se mette a disposizione una quota superiore ai 25mila euro, si garantisce anche il diritto di voto in assemblea. Quasi tutte le aziende prevedono un sistema di questo tipo, perché un’assemblea con migliaia di piccoli investitori diventerebbe ingestibile. Per approfondire questo tema, vi rimandiamo ad un articolo di approfondimento sul blog di BacktoWork.

7. Quale sarà il ritorno sul mio investimento?
Quando si investe nel capitale di rischio di startup e PMI il ritorno sull’investimento può essere generato da:

1. la distribuzione di utili (nel caso in cui la società sia una PMI)
2. la quotazione della società su un mercato regolamentato, ad un valore maggiore rispetto a quello a cui si è investito, con la successiva vendita delle azioni in possesso dell’investitore
3. l’acquisizione di una parte o di tutte le quote/azioni della società da parte di un investitore terzo ad un valore maggiore rispetto a quello a cui si è investito


Essendo l’investimento finalizzato alla sottoscrizione del capitale di rischio di una società, non vi è però alcuna garanzia sul ritorno dell’operazione. L’ammontare del capitale investito può quindi essere perduto tutto o in parte a seconda dell’andamento futuro della società, il cui capitale viene sottoscritto.

8. Ci sono costi e tasse da pagare?
La piattaforma BacktoWork non richiede il pagamento di alcuna fee da parte degli investitori che partecipano ad una campagna di Equity Crowdfunding.

Mentre, come tutti gli altri investimenti nel capitale sociale delle imprese, anche quelli fatti tramite le piattaforme di crowdfunding sono soggetti alla normale imposizione fiscale per i redditi di capitale. Basta rivolgersi al proprio commercialista, che darà tutti i consigli del caso e li inserirà nella dichiarazione dei redditi.

Grazie al cosiddetto “decreto rilancio”, le persone fisiche possono detrarre dall’Irpef il 50% della somma che hanno investito nel capitale sociale di una società, ma solo se quest’ultima è una startup o Pmi innovativa (come nel caso di Bud Power).

Per approfondire questo tema, vi rimandiamo all’articolo sulle detrazioni fiscali di BacktoWork.


Vi lasciamo al video di lancio della nostra campagna.

Investi qui.

Alessandro Pedersoli & Carlo Pedersoli Jr
Co-Founders di Bud Power